L'eperimento Philadelphia


TEORIA N°1

Qualcuno di voi si potrebbe chiedere che cosa c'entra l'esperimennto Philadelphia con il corpo di luce ed il cambiamento dimensionale.Sono molti gli episodi che vengono tenuti nascosti dai Governi e dalla comunità scientifica. Specialmente per quanto riguarda gli U.F.O. e certe conoscenze scientifiche. Purtroppo i signori potenti della Terra, ci tengono nell'ignoranza e nella dipendenza emotiva, psicologica con ambigui giochi di potere che servono a tenerci in uno stato di sudditanza con alla base un sentimento di paura. Questi argomenti verranno approfonditi maggiormente nella pagina dedicata al Governo Segreto e agli alieni.
In questa sezione voglio approfondire principalmente alcune conoscenze tecnologiche a noi negate, che provano la possibilità per l'uomo di viaggiare al di la del tempo e dello spazio, oltre a tecnilogie a noi utili che ci tengono nascoste.
Quanto leggerete di seguito, non è fantasia ma realtà, anzi attualmente è sicuramente una realtà superata in quanto l'esperimento Philadelphia è stato attuato molti anni orsono. Quindi sicuramente ol giorno d'oggi queta tecnologia per noi fantascientifica è sicuramente attuale. Oltre ad essere la prova della possibilità che abbiamo di teletrasportarci.


Esperimento Philadelphia (ufficialmente conosciuto come progetto Rainbow),

L'obiettivo di questo esperimento tenuto dalla marina militare degli Stati Uniti, nel lontano 1943, nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, era di rendere invisibile una nave da guerra. Per ottenere questo bastava sintonizzare la frequenza vibrazionale della nave con un sovratono dimensionale successivo al nostro. Invisibile a chiunque dal nostro livello.

La tecnologia per riuscire in questo esperimento, ci fu data dai Grigi (Extraterresti presenti sul pianeta da un milione di anni). Ai militari interessava avere una tecnica mimetica che potesse mettere in condizioni le navi americane di vincere qualunque battaglia navale. I Grigi, avevano invece intenzioni ben diverse dalle nostre, per fornirci tale tecnologia.

Per riuscire e spostare un qualsiasi oggetto (o corpo), ad un altro sovratono dimensionale, bisogna creare dei campi di controrotazione enegetici intorno all'oggetto. Tali campi di controrotazione devono avere una forma geometrica ben precisa (stella-tetraedro), ed una velocità specifica (inizialmente 9/10 velocità luce, per passare a velocità luce per effettuare in salto dimensionale), altrimenti l'esperimento non può attuarsi.

Per svolgere l'esperimento, la U.S. Navy scelse la grande nave da guerra USS Eldridge. Gli scienziati che lavoravano al progetto volevano rendere la nave invisibile ai radar, non completamente invisibile, orano in parte inconsapevoli di quello che stavano per ottenere (probabilmente alcuni di lora conoscevano la vera natura dell'esperimento, mentre altri purtroppo, come spesso succede ancora oggi vengono usati). L'esperimento, fallì, non si riuscì a completare completamente il processo del salto quantico. La nave da guerra spari dal porto di Philadelphia per 4 ore. Al momento della sua ri-apparizione alcuni dei marinai furono trovati conficcati nel ponte e nelle lamiere della nave, altri presero fuoco, alcuni non si ritrovarono più. Ma, la cosa più sconvolgente, fu che alcuni dei superstiti continuavano a materializzarsi e smaterializzarsi sotto gli occhi degi scienziati e dei militari, rimasti letteralmente attoniti.
Due marinai, si gettarono dal ponte nel bel mezzo dell'esperimento, con la speranza di riuscire a nuotare lontano per salvarsi. Però nel frattenpo era successo qualcosa di inprevisto e di incredibile, quando toccarono terra si ritrovarono, non più nel porto di Philadelphia, ma bensì a Long Island, nello stato di New York, ma non finisce qui, oltre ad essere stati teletrasportati in un altro luogo, si ritrovarono addirittura in un altro tempo, il 1983. furono sbalzati avanti nel tempo di ben 40 anni. Il motivo che li portò avanti nel tempo è il seguente: Nel 1983 si svolse un esperimento simile all'esperimento Philadelphia, chiamato Progetto Montauk. I marinai scomparsi erano due fratelli di nome Edward e Duncan Cameron.
La cosa particolare, che particolare non è, fu che i due esperimenti vennero fatti entrambi il 12 agosto rispettivamente nel 1943 e 1983. A detta di Al Bielek, che afferma di essere Edward Cameron, ci sono 4 Bio-campi nel paneta che emergono ogni 20 anni, 1943, 63, 83, 2003. E' pensabile e logico pensare che non fu una caso che gli esperimenti furono tenuti nella stessa data, anche se con 40 anni di differenza. Ed è altrettanto logico che con questi esperimenti si va a creare una distorsione spazio-temporale, grazie alle grandi energie sviluppate dalla controrotazione delle stelle-tetraedro. Sommando queste conseguenze con i Bio-campi, è del tutto plausibile ciò che è avvenuto.
Tutto questo non è stato causato casualmente, ma bensì deliberatamente organizzato dai Grigi, che guidarono l'esperimento del 1983. Fecero questo per creare una lacerazione spazio-temporale, per permettere ad astronavi aliene di invadere la terra. Da quell'invasione, derivò l'alleanza tra gli U.S.A. e i Grigi.

Furono i Grigi ad effettuare questi esperimenti, non il Governo americano, anche se è logico che alcuni esponenti governati e militari sapevano quello che stava accadendo. Persone che lavoravano alle dipendenze del Governo Segreto.

Quanto avete letto, è quanto è successo nell'esperimento Philadelphia, potete crederci o non crederci, questo non ha grande importanza, quello che è certo che da sempre ciò che era fantascienza è diventata realtà........

Non solo i potenti della Terra posseggono queste tecnologie, grazie a contatti con civiltà extraterrestri, ma esistono già prototipi di automobili ad acqua, macchine per produrre energia a costo zero, ed in modo infinito, potete ben immaginare quali cambiamenti ci sarebbero se queste conoscenze fossero diffuse alle masse.

TEORIA N°2           

La verità sul presunto esperimento top-secret della Seconda Guerra Mondiale
che ha infranto le barriere del possibile.

Il più sbalorditivo esperimento della Seconda Guerra Mondiale. Ma è davvero accaduto? E’ vero che un presunto esperimento top-secret fu intrapreso dalla Marina USA nel 1943, nel quale fu fatto scomparire un cacciatorpediniere dal suo ormeggio di Philadelphia e poi riapparire nel porto di Norfolk, in Virginia, pochi secondi dopo? E se è davvero avvenuto, perché fu poi abbandonato e cancellato dai documenti ufficiali?

Il Philadelphia Experiment ebbe inizio nel 1931-1932 a Chicago. A quei tempi si parlava di invisibilità e di teletrasporto un pò dappertutto, sulle
riviste di scienza popolare, tipo 'Popular Science', 'Popular Mechanic', 'Science Illustrated', etc... Pareva che, da come ne parlavano, si fosse
vicini a qualcosa di veramente straordinario, anche se solo teoricamente.
Intorno al 1931, qualcuno decise che era giunta l'ora di fare qualcosa a questo proposito. Un gruppo di scienziati si riunì a Chicago, nell'Università. Essi erano: il dr. Nikola Tesla, il dr. John Hutchinson, quale rettore della suddetta università, ed il dr. Kirenamer, un fisico austriaco membro della suddetta università. I quali iniziarono a fare alcune ricerche, alcuni studi. Poco dopo, tutto il progetto fu spostato all'Istituto Studi Avanzati di Princeton, un corpo indipendente, dov'era anche Einstein, che partecipava come matematico teorico (nota la sua teoria, ripresa nell'esperimento Philadelphia dei Campi Unificati). Altri scienziati poi si unirono al progetto, uno dei più importanti dei quali era il dr. Von Neumann, un matematico teorico ungherese, che sapeva anche applicare la teoria, mentre Einstein no. E poi c'era anche un altro soggetto interessante: il dr. David Hilbert, un matematico meno noto, ma il più importante d'Europa, tedesco, che rimase comunque in Germania, ma era nel giro di von Neumann.

Più o meno nel 1934 il progetto fu portato nell'istituto di Princeton e fu chiamato Tesla. Tesla era un genio elettronico, inventò molte macchine e ne brevettò altre. Vinse un premio per aver provvisto di elettricità l'esposizione Mondiale di Chicago aplicando per la prima votla il suo generatore a corrente alternata. A quell'esposizione fece la prima delle sue dimostrazioni pubbliche, in cui presentò una nave radio-comandata. Vinse l'appalto per costruire la centrale elettrica del Niagara, la prima fornita
di generatori a corrente alternata, che poteva fornire corrente fino a New York City senza interruzioni.
Nel 1899 Tesla si recò a Colorado Springs per svolgere delle ricerche che sfociarono nelle cosiddette 'bobine Tesla' e questo per due anni. Dopo di che fece due comunicati stampa. In quello del 1899 andò dicendo che era entrato in contatto con alcuni alieni. Tutti storsero il naso pensando che
fosse andato fuori di testa. Nel 1906, J. P. MOrgan, che già aveva finanziato e comperato 20 brevetti di Tesla, lo finanziò ancora per sviluppare un sistema per la trasmissione di segnali radio e televisivi. La Torre Wardencliff fu eretta a Long Island nel 1906 su progetto suo. Un bel giorno Tesla andò da lui e gli propose un sistema di elettricità libera per
tutti i cittadini. L'altro, allibito più che mai, gli tolse ogni finanziamento. Nel 1914, quancuno dinamitò la Torre Wardencliff. Nel 1917 Roosevelt lo chiamò per lavorare per il governo. Fu anche coinvolto nell'American Marconi Co. per gli studi sugli alieni e che fu assorbita dal governo assieme a lui. Allora inventò il sistema di antenna Rogers, senza fili, per scopo militare, che permetteva una comunicazione perfetta tra gli USA e l'Europa, ancora oggi usato. Tutto quello che Tesla progettava funzionava perché egli sapeva vederlo nella sua mente prima di costruirlo. Era un intuitivo geniale. Nel 1933 Roosevelt divenne presidente degli USA e lo chiamò proponendogli il predecessore del Philadelphia Experiment: il 'Project Rainbow'. Ecco come Tesla entrò nella faccenda. Nel 1936 furono
fatti degli esperimenti, e tutto funzionò. Cioè: gli scienziati riuscirono a rendere alcuni oggetti invisibili parzialmente, e ciò li incoraggiò a continuare l'esperimento. E a quel punto se ne interessò anche la marina USA. Essa elargì parecchi dollari ed il progetto si espanse, includendo altri scienziati, come il Dr. Le Bon, ed il dr. Clarkson, anche se non c'è nessuna prova scritta di questo. In quell'Istituto erano portati avanti molti altri esperimenti, non solo questo, ed Eistein era il sovrintendente di tutti; era chiamato il Generale. E la cosa crebbe a dismisura.
Nel 1936, provarono ed ebbero un certo successo. In realtà si voleva produrre un campo d'invisibilità attorno ad un oggetto. Così andarono avanti e nel 1940 ebbero il primo vero successo sotto la direzione di Tesla, nel porto di Brooklyn; usarono una piccola nave vuota. Tutto l'armamentario
elettronico fu montato su di questa. La corrente era fornita da altre due navi posizionate una su un lato e una sull'altro, vicine, collegate con dei
cavi, che potevano essere tagliati se qualcosa fosse andato storto. Tutto andò liscio. La nave diventò davvero invisibile. La marina allora mise a
disposizione fondi illimitati e chiamò il tutto come abbiamo già detto 'Project Rainbow'. Ecco che a questo punto entrarono in scena Alfred Bielek ed il fratello Don, nati Cameron, presi per via dei loro studi scientifico-militari. A capo del Progetto Rainbow c'era l'Ingegneria Navale, con l'ammiraglio Hal Bowen, supervisore di tutti i progetti di ingegneria.
Sotto di lui c'era il tenente comandante Alan Batchelor, vivo ancora oggi, che ricorda bene tutto. Quando Bielek lo andò a trovare, egli lo apostrofò
dicendo: - Hai lavorato a quel progetto, ma tu non ti chiamavi Bielek, allora -. Cioè? Aveva chiesto lui allibito. Batchelor lo riconobbe perchè ricordava bene il fratello di Al.
Nel gennaio 1941, la marina chiamò i due Bielek al porto di Brooklyn; stavano iniziando a comporre l'equipaggio. Roosevelt dette loro una nave
(fatto tenuto strettamente top-secret) e disse a Tesla: - Rendila invisibile, ora! -. Si era sicuri che ci sarebbe riuscito. Furono usati 3 trasmettitori RF, un generatore principale, poi due che portavano una serie di bobine magnetiche per produrre un campo magnetico forte. All’inizio furono avvolti sullo scafo della nave, poi sul ponte. Ed i campi RF tutti sincronizzati con speciali frequenze e in onde speciali che avrebbero prodotto il campo d’invisibilità.
Nel 1923 Tesla aveva fatto altre dichiarazioni sui suoi contatti con gli alieni, accolte con diffidenza, ma che continuavano tutt’ora. Inoltre dichiarò di avere un laboratorio personale presso l’Hotel New Yorker all’ultimo piano, ed un altro a New York. Sconosciuto ai più, ce n’era un terzo in cima al Waldorf Astoria Hotel, all’ultimo piano, con un trasmettitore acceso ed un’antenna ricevente costruita dalla RCA su istruzioni sue, sul soffitto dell’Hotel New Yorker. Bielek conobbe due suoi collaboratori, uno dei due era molto enfatico: un alieno! Non si sa chi fosse costui, né da quale pianeta venisse.

In quel periodo Tesla seppe alcune cose, conseguentemente, andò alla marina e disse: - Avremo problemi grossi con l’equipaggio. Seri problemi. Non possiamo investire quella nave con tutta quell’energia perché potremmo riportare danni seri al personale di bordo. Ho bisogno di più tempo. Devo sviluppare delle contromisure affinché il personale resti illeso -. La marina rispose nix per via della guerra. Bisognava fare in fretta! Gli urlarono in faccia: - Deve farlo funzionare! -.

La data prefissata era il marzo 1942 e si stava avvicinando inesorabilmente. Tesla si sentiva a disagio, ed alla fine decise una misura estrema. Non aveva abbastanza tempo per cambiare l’attrezzatura. C’era solo un sistema: boicottare l’esperimento. Fece in modo che non avrebbe mai funzionato. Il cacciatorpediniere non aveva un equipaggio speciale a bordo, ma normale, eppure aveva i suoi macchinari montati. Accesero i contatori che non funzionarono, così Tesla disse che era un esperimento fallito e che se ne sarebbe andato via dicendo: - L’unico che può farlo funzionare è von Neumann. Addio! -.

E fu così che lasciò il Project Rainbow.
Prima di continuare il suddetto progetto, dobbiamo ricordare che c’era stato un altro esperimento portato avanti, sotto la direzione di Einstein: il
progetto degassamento. Per degassare le mine magnetiche tedesche che esplodevano non per contatto, ma intercettando la massa magnetica delo scafo di una nave in avvicinamento. Distorcevano il campo magnetico terrestre e la mina aveva dispositivi che sentivano questo e quando la nave nemica era abbastanza vicina, o sopra, senza contatto, scoppiava. La marina USA conosceva questo e prese contromisure che funzionarono più che bene tanto che i tedeschi non usarono più quelle mine già dal 1943, e tornarono alle normali.

Le forme primitive di questo armamentario comprendeva avvolgere due set di cavi attorno alla nave, provvista di generatori speciali per far esplodere quelle mine magnetiche tedesche, riuscendo a risparmiare un sacco di navi.

Andato via Tesla, il Project Rainbow finì nelle mani del dr. Von Neumann. Intanto si era unito al progetto anche tale T. Townsend Brown, studioso di
elettrostatica e di UFO, che tentò di provare come si potessero muovere degli oggetti con l’uso di un alto voltaggio di campi elettrostatici. E fece un sacco di lavoro documentato e ben ricercato. Lavorò già dai tempi della scuola con tale dr. Brown che successivamente divenne noto come dr. Bifield, famoso per il cosiddetto ‘effetto Bifield-Brown’. Forse fu assunto dalla marina nel 1933 e prese parte ad altri progetti. Nel 1939 gli dettero un colpetto sulla spalla e lo mandarono alla marina, a lavorare sul progetto di degassamento delle mine tedesche. Era anche considerato esperto di RF e lavorò anche sul Project Rainbow per disegnare un radio-trasmettitore ed una torre per sostenere l’antenna. Il lavoro originario fu suo.

Prima di completarlo, Von Neumann disse alla marina che necessitava di più tempo, e, sulle sue insistente, la marina cedette.

Nel maggio 1942 decisero che necessitavano di una nave speciale da ricostruire tutta d’accapo apposta per l’esperimento, e fu scelto all’uopo
il cacciatorpediniere ‘Eldridge’, che allora non si chiamava così.

In luglio cambiarono il progetto; decisero dove mettere i due generatori e tutta l’apparecchiatura perché l’Eldridge era troppo piccola. Così dovettero
sistemare l’equipaggiamento, pesantissimo, in modo prudente. Tolsero la torretta, e ci lasciarono un buco dove montarono i due generatori. Il motore per i generatori, il sistema elettrico diesel per accendere il tutto, e 4 trasmettitori, invece, furono montati sul ponte. La nave fu ricostruita
così, e tutti i lavori di ristrutturazione finirono nel gennaio 1943.

Infine, pensarono di costruire un apposito equipaggio: tutti dovevano essere volontari. Si doveva fare leva sulla mancanza di responsabilità sulla
faccenda, dissero loro che era un esperimento insolito con un lieve pericolo. Racimolarono 33 uomini, che furono mandati a fare un corso a Groton, Connecticut, presso l’Accademia di Guardia Costiera, per tre mesi.
Chi era l’insegnante? Il padre di Al Bielek, anche lui ufficiale della marina.

Il personale così addestrato fu mandato a Philadelphia, poi fu ancora
addestrato.

Provato tutto l’equipaggiamento, i 3 generatori furono aumentati a 4, e fu aumentata la potenza, e fu usato il ‘Zero Time Reference Generator’ di
Tesla. Furono montati circuiti speciali sincronizzanti per rassicurarsi che i due generatori fossero in sincronia perfetta.

Verso il marzo di quell’anno, Von Neumann iniziò a sentirsi a disagio, e Tesla continuava a ripetere: - Avrete problemi con l’equipaggio umano -, e non fu creduto.

Invece Al Bielek ed il fratello sì, ma a Von Neumann veniva il sangue blu al solo nominargli Tesla. Decise allora di aggiungere un terzo generatore, ma non poterono tenerli tutti in sincronia perfetta.

Come ufficiali di bordo furono scelti i fratelli Bielek ed un tale Jack come tecnico di supporto. Provato il terzo generatore, Jack rimase fulminato perché così era troppo potente. L’uomo andò in coma per 4 mesi, poi si riprese, e tornò al Project Rainbow.

Così Von Neumann fu costretto a togliere il 3° generatore.
La marina intanto faceva pressioni affinché l’esperimento si portasse avanti velocemente. Furono fatti ulteriori tests.
Alla fine del luglio 1943, portarono la Eldridge al porto di Philadelphia, dove fu messa in mare per il test finale.
Il 20 luglio 1943 assemblarono i macchinari con il capitano Hangle a capo di tutto.

Alle ore 09:00 furono accesi i generatori e la nave sparì, così come dissero gli osservatori che erano sul porto, per 15-20 minuti. Poi furono spenti i generatori, e la nave tornò visibile. E fu in quel momento che si accorsero che davvero c’erano stati seri problemi. Il personale era frastornato, delirava, con sintomi fisici preoccupanti. Allora la marina lo cambiò con altro personale. Von Neumann sapeva ciò, così andò al capo della marina dicendo: - Ho bisogno di più tempo per studiare il problema dell’equipaggio e correggerlo -. La marina gli impose un out-out per il 12 agosto 1943 senza spiegare né i perché né i percome. Bielek allora si era recato da Bowen a chiedere da dove fosse partito quell’ordine. Lui in verità non lo sapeva, ma attraverso le sue conoscenze, venne a sapere che proveniva dal CNO, che non c’entrava nulla perché era un organo che s’interessava solo dell’andamento della guerra (dove si trovavano le flotte, cosa facevano le navi, etc…) Ma mai si era interessato dei progetti d’ingegneria nel porto di Philadelphia.
Probabilmente l’ordine era partito da molto più in alto!
Fissata improrogabilmente la data, Von Neumann e gli altri lavorarono notte e dì per correggere quei difetti. Nel frattempo, la marina decisa che non voleva un’invisibilità ottica, solo radar e von Neumann si adeguò a ciò.

E così arrivò il fatidico 12 agosto 1943.

La nave fu sistemata sul porto. Furono accesi i generatori. Per 60-70 secondi tutto andò bene: la nave divenne invisibile sul radar, ma non
fisicamente. Difatti si vedeva il suo contorno sul mare. Ma all’improvviso vi fu un lampo di luce blu e la nave scomparì del tutto. A quel punto Von
Neumann fu travolto dal panico. Dov’era finita la nave, ora? Quattro ore dopo riapparve nello stesso punto dov’era sparita e subito tutti capirono
che c’erano state grane grosse. Alla radio non rispondeva nessuno. Pareva vuota. Così mandarono del personale speciale a bordo. L’antenna era rotta.
Quello che trovarono a bordo andava fuori da ogni immaginazione: due tizi erano incastrati nel ponte della nave, due nelle pareti d’acciaio, un altro,
vivo, aveva solo le mani dentro il ponte, riuscirono ad estrarglierle ma oggi ha due protesi. Alcuni correvano come matti tutti in giro senza scopo né meta, disorientati. Gli unici che la scamparono furono Al Bielek ed il fratello, che non erano stati investiti dalla corrente ed erano saltati giù
dalla nave.

Cos’era accaduto quindi?

La nave si era trovata all’improvviso catapultata nel 1983, 40 anni dopo, in un porto, nel contesto di un altro progetto, chiamato ‘Project Phoenix’, a
Montauk, Long Island, nottetempo, dentro una costruzione recintata. C’erano guardie, cani, e pattuglie in elicottero. Nel 1943 gli elicotteri non
esistevano ancora! Eppure Bielek ed il fratello ora li stavano vedendo per la prima volta in vita loro!

Le guardie li portarono al cospetto del capo, passando su 5 livelli di una base sotterranea dov’era custodito tutto l’equipaggiamento. Il capo chi era?
Von Neumann invecchiato di 40 anni, irriconoscibile.
I due rimasero di stucco. Lui spiegò che cos’era accaduto. – Dovete tornare subito indietro al 1943 e spegnere i generatori. Non potete farlo da qua. -.
C’erano stati due esperimenti nel tempo a 40 anni di distanza tra loro, che si erano uniti, creando un buco nell’iperspazio, che ha risucchiato la ‘Eldridge’ in avanti nel tempo. – Siete stati fortunati a saltare giù dalla nave, ma vi siete ritrovati qui. Gli altri sono rimasti a bordo, imprigionati dentro la sfera di energia che ha circondato la nave. Sfera che ora si sta espandendo e creerà seri guai se non viene chiusa subito.
Potrebbe ingolfare tutto il resto del pianeta! -.

Forse c’era qualcosa che non sapeva, o che non poteva controllare. Ma l’unica cosa era spegnere quel generatore. Il Progetto Phoenix era in corso,
e si proponeva di controllare tutto il tempo e così loro erano capaci di far tornare indietro di 40 anni i due Bielek, e così fu fatto.

I due sfasciarono l’apparato, e la ‘Eldridge’ tornò a Philadelphia nel 1943.
Ovviamente l’antenna era stata trovata rotta. L’apparecchio sul ponte era rimasto intatto, quello sotto il buco sfasciato. Ma se la nave era tornata
indietro, il personale no.

Che facciamo ora? Si chiesero gli scienziati. Fecero un altro test senza personale.

Così alla fine dell’ottobre 1943 portarono la ‘Eldridge’ al porto, nottetempo, fecero scendere il personale. Accesero il generatore, la nave
sparì di nuovo. Poi il resto è leggenda. La nave riapparì al porto di Norfolk, Virginia, secondo alcuni testimoni, dove rimase visibile per 15 minuti, poi disparve e tornò al porto di Philadelphia e l’armamentario a bordo fu ritrovato stranamente spento, come da mani invisibili, e una metà mancava. Non c’erano più due cabine trasmittenti, ed uno dei due generatori. La sala comandi era in fumo. Eppure la nave era senza personale, chi poteva
averlo fatto? La marina non sapeva più che pesci pigliare ed a questo punto il Project Rainbow fu definitivamente abbandonato.

La ‘Eldridge fu riportata al porto, rimessa a posto come una nave normale, con un capitano, assegnato ad agosto, poi fu rimessa in attività normalmente durante la guerra. Nel 1946 fu messa da parte e nel 1950 fu spedita al macero in Grecia assieme ad altri cacciabombardieri. Là fu rinominata ‘Lion’. Comunque dette problemi ancora, tanto che fu rimessa a posto d’accapo, ridipinta. A quanto ne sappiamo, potrebbe essere ancora là. I Greci ereditarono i suoi diari di bordo, come da legge. Quando lo sfogliarono vi ritrovarono cose molto interessanti. Ogni pagina prima del 01 gennaio 1944 era stata strappata e non si poteva più risalire alla sua storia prima di quella data ed i Greci non poterono fare nulla per questo. Si lamentarono ma non ottennero niente. Così finisce la saga della
‘Eldridge’. Il Philadelphia Experiment fu chiuso.

A questo punto c’è un altro aspetto interessante. Circa 6 giorni prima del test finale, durante quello disastroso dell’agosto 1943, tre UFO volarono
sopra la nave. Non si sa a che quota, ma c’erano, anche se Bielek non ricorda di averli visti direttamente. Invece il fratello, assieme ad altre
persone lo videro.

Quando la ‘Eldridge’ sparì nell’iperspazio anche uno di quei tre UFO fu risucchiato assieme alla nave e si ritrovò a Montauk sottoterra, intatto! Fu smontato da cima a fondo più tardi.

Una volta chiuso il Philadelphia Experiment, Von Neumann fu mandato a Los Alamos, New Mexico, per lavorare assieme ad Oppenheimer sul progetto Bomba Atomica. Che ebbe un successone, naturalmente!

(…)

Tutto quello che era esistito tra la marina e l’esercito sulle armi segrete finì nelle mani di quest’ultimo dentro il progetto Bomba A.

Un tizio, tale Carlos Miguel Allende, osservava dal ponte della SS Furuseth, una nave mercantile, la ‘Eldridge’ durante l’esperimento dell’agosto 1943.
Almeno questa è la storia che è girata per anni. Si è detto molto di costui, fu intervistato molte volte, e molte cose dette da lui non stanno insieme.
Probabilmente era là, ma nessuno è mai riuscito a ricostruire bene la sua storia.


TEORIA N°3           

Nel 1947, la marina decise di riaprire il progetto. Nel frattempo tutto l’esercito era stato riorganizzato in Dipartimenti. Il personale cambiò, molti andarono in pensione e furono sostituiti da altri. Qualcuno a capo dell’Ufficio Ricerche Navali incaricò Von Neumann a riaprire il Project Rainbow. Bielek fu mandato a Camp Halle, Colorado, assieme al dr. Vannevar Bush. Quel qualcuno era uno degli scienziati che avevano raccolto i resti dell’UFO caduto ad Aztec, New Mexico, nel 1947. Nel frattempo, Bielek era stato sottoposto al lavaggio del cervello, gli fu data una nuova identità, Alfred Bielek. Quello scienziato era ancora là nel 1948 quando ne cadde un altro di UFO, o altri 2 o più, col ritrovamento di cadaveri di piloti. Nel 1949, in un altro UFO-crash, il velivolo era rimasto intatto, e fu catturato vivo un alieno, chiamato EBE-1, mentre girava a zonzo nelle campagne, e fu ricoverato, curato, e studiato. Si cercava di capire come funzionasse. Gli parlarono. Non era evidente il suo sesso. Fu chiamato un dottore perché stava male. Ogni giorno andava sempre peggio. I dottori non sapevano come curarlo, così chiamarono un botanico, il quale capì al volo cosa non andava: l’essere aveva clorofilla al posto del sangue. Pareva un Grigio, ma non era tale. Aveva clorofilla al posto del sangue e viveva di luce solare, proprio come le piante. Così lo esponevano al sole per una parte del giorno, poi lo avvolgevano in coperte tenendolo ben riguardato perché aveva due strane caratteristiche: era telepatico e camminava attraverso i muri! Sapevano come impedirgli di fuggire via, e lo misero in una gabbia Faraday, che era il modo in cui lui e gli altri suoi simili venivano trasportati dai Grigi.
L’EBE-1 morì dopo due anni. Nel frattempo rivelò alcune cose interessanti.

L’EBE-1 cominciò a parlare. Una persona che stava nel governo aveva detto a Bielek che l’EBE-1 aveva dato le basi per i transistors moderni al dr. Von Neumann ed al dr. Bush. Quello scoperto nei Bell Laboratories nel 1947 era diverso e si sviluppò come tutti sappiamo.

L’essere dette le informazioni e i disegni dei transistors più rudimentali, basati sul loro sistema di comunicazione. Che non fu capito, niente fu
capito. Ma l’EBE-1 disse a Von Neumann che se voleva capire cosa non era andato sulla ‘Eldridge’, doveva tornare a scuola a fare i compitini. Non gli
spiegò cosa né perché, ma gli dette alcune chiavi. Von Neumann riprese a studiare, e nel 1949, dopo essersi addentrato nella metafisica e nell’occultismo, capì il problema e ci lavorò sopra. Era un problema basilare. La nave era tornata al suo punto di rapporto temporale perché aveva un Generatore Zero Time Reference. L’altro generatore era stato distrutto, solo questo era rimasto intatto e portò la nave al suo punto di rapporto temporale originario, anche se aveva cambiato il tempo di poco.

Gli esseri umani nascono, ed anche al momento del concepimento, hanno un loro legame temporale. Noi non viviamo in un universo tridimensionale, ma in un universo con 5 dimensioni. La quarta e la quinta sono il Tempo. Alla quarta vi allusero Einstein ed altri. Il libro del dr. Aspinski ‘Tertium Organum’, presentava un nuovo modello dell’universo. Egli parlò delle 5 dimensioni della nostra realtà. Diceva che la quarta dimensione era il tempo, ma non nominò mai la quinta. Ed allora Von Neumann capì quello che oggi i fisici hanno capito: la quinta dimensione è anche il tempo, è un vettore che ruota attorno a quello primario, che indica il flusso e la direzione del tempo. Il flusso è immateriale. Diciamo che avanziamo nel tempo, questo è il nostro modo di vederlo e di relazionarci ad esso. Non lo sentiamo, ma esso fluttua, scorre ad una velocità costante. E l’altro
vettore che ci gira attorno non ci riguarda, normalmente.

Quindi ogni essere umano al momento del concepimento ha i suoi legami temporali, ed ognuno scorre col tempo e nasce e vive una vita riferendosi a
ciò che ha attorno, che conosce (la famiglia, gli amici, la scuola) e non si discosta dal rapporto temporale suo. Invece nel Philadelphia Experiment
l’energia usata era così elevata che ruppe tutti i rapporti temporali dell’equipaggio, esposto ai campi magnetici, che era sul ponte. Loro persero
i loro rapporti temporali. Una volta che la nave tornò indietro nel tempo, nacquero i problemi, solo allora.

Mentre era nell’iperspazio ed i generatori erano accesi, tutti erano contenuti dentro il campo. Per quanto Bielek ne sappia, nessuno era saltato
giù dalla nave tranne lui ed il fratello. In retrospettiva, non sa ancora perché lo fecero, ma accadde e le cose andarono avanti seguendo il loro
corso. Quando i campi crollarono, l’equipaggio, avendo perso il suo rapporto temporale, contenuto nel campo, iniziò ad andare alla deriva. Alcuni
uscirono completamente dalla realtà, altri vagabondavano, ed era già tanto che avevano i piedi appoggiati sul ponte della nave, altri riuscirono a
materializzarsi: due dentro il ponte, due nei portelli, ed uno con le mani incastrate nelle pareti. Tutto questo perché avevano perso i loro rapporti
temporali e iniziarono ad andare alla deriva. Alcuni riuscirono a tornare, ma altri sparirono del tutto. Altri ancora apparivano e sparivano continuamente. Altri presero fuoco, ma un fuoco che non consumava (e, come diceva Allen nelle sue lettere al dr. Jessup, arsero per giorni). La marina aveva speso una fortuna per le apparecchiature elettroniche necessarie per correggere questi guai. E in un certo senso ci riuscì. Ma tutti furono messi in quarantena. A tutt’oggi la marina non ha mai ammesso di aver effettuato questo esperimento. Vi furono un sacco di domande e la marina spese 2 milioni di dollari per rispondere e per negare. In ogni caso, il dr. Von Neumann aveva svolto i suoi compitini, realizzando che abbisognava di un computer per risolvere i problemi all’equipaggio. Così tornò alla lavagna, così per dire, e sviluppò il primo computer completamente elettronico.
Allora non esistevano. Von Neumann è il padre del moderno computer. Ciò è risaputo e documentato.

Verso il 1950 egli ne costruì uno che funzionava, e nel 1952 esisteva un modello perfettamente funzionante. Gli scaffali dell’Istituto sono stracolmi
di libri sullo sviluppo dei computer svolto assieme al dr. Goldsten, che è ancora a Philadelphia. Nel 1953 egli produsse un nuovo sistema per la marina con un computer provvisto di tutti i fattori correttivi. Non si sa cosa fece. Ma fecero un altro test con un’altra nave ed altro personale, e stavolta tutto andò per il meglio. Subito il progetto fu classificato come ‘Progetto Phoenix’. Da quel momento in poi, svilupparono altri sistemi, altri computers. Vi furono studi di medicina, 4 per lo meno. Bielek sa di questo perché George Hoover, che faceva parte della commissione dell’ONR (Office of Naval Research) aveva investigato quando la cosa venne fuori nel 1955 per via delle famose lettere di Carlos Allende spedite al dr. Morris Jessup. Ma Hoover disse a Bielek al telefono che ora è in pensione e vive in California, ma aveva capito allora che erano in corso altri progetti e sapeva del progetto di degassamento. E che c’era anche il Progetto Phoenix, come conseguenza all’esperimento Philadelphia, assieme ad altri progetti medici. Disse che mai prima di allora nella stora la mente ed il corpo umani erano stati assoggettati a campi magnetici così potenti. Nessuno sapeva con che conseguenze. Poi furono scoperte queste conseguenze, e furono prodotti molti resoconti validi. Da qui molte cose vennero fuori.
Quindi la marina risolse il problema e Von Neumann rimase a disposizione. E cosa ne fu di Al Bielek e del fratello? Al dimenticò in qualche modo il
tutto, cioè, fu sottoposto al lavaggio del cervello. Il fratello tornò al 1983! Per un incidente si era perso le sue connessioni temporali, e prese ad
invecchiare rapidissimamente: un anno per ora. Morì in pochi giorni. Si cercò di tenerlo in vita con dei macchinari che avevano costruito da poco,
ma fu inutile. Ma la cosa fu importante tentare di tenerlo in vita. Sia che uno accetti il punto di vista metafisico o no, fu sistemata la cosa, e ad Al
Bielek fu permesso di dare una mano in questo. Perché lui era riuscito a tornare al 1943 e ci fu un certo transito da quell’anno al 1983 per via di Montauk che rimase operativo per un po’ di tempo. Per tornare dal padre e dire: - Ehi, è successo qualcosa a Duncan. C’è bisogno di un altro figlio -.
Così l’anima di Duncan oggi rivive nell’uomo che Bielek presentò alla conferenza in foto. Si ricorda qualcosa vagamente, ma con molti vuoti. C’è un altro elemento da tenere presente a proposito delle due navi unite insieme. Se l’esperimento non fosse avvenuto il 12 di agosto, se fosse stato fatto in un altro giorno, il 10 o il 14, o fosse stato fatto a luglio, o a settembre, non ci sarebbe stato nessun legame col Progetto Phoenix, perché gli umani non hanno solo bio-campi, cosa che oggi si sa bene. L’intero pianeta ha i suoi propri. Questo è stato scoperto di recente. Quattro di essi raggiungono il loro picco una volta ogni 20 anni. Indovinate in quali date? Il 12 agosto 1963, del 1983, 1943, si può andare avanti o indietro, sempre di 20 anni. E ciò crea un insieme di strane condizioni sul pianeta dove c’è un picco di energia, un picco di magnetismo, e ciò accadde quella volta, perché le date dei due esperimenti (il 12 agosto del 1943 ed il 12 agosto del 1983) culminavano con il picco del biocampo della Terra. Le energie furono forti abbastanza per creare l’iperspazio e l’aggancio delle due esperienze nel tempo, che altrimenti non sarebbero avvenute, e l’Eldridge sarebbe stata risucchiata nell’iperspazio assieme all’UFO, e tutto lo scenario sarebbe finito. Tutto è stato registrato dalla marina, ma nessuno lo saprà mai.

Bielek sa che c’è una fitta documentazione. Conosce una persona che può avere questi documenti, ecco perché sa che ci sono. Nessuno saprà mai quanto disastroso fu quell’esperimento. Bielek narra un aneddoto per questa storia. William Moore, che ha scritto un libro con Charles Berlitz ‘The Philadelphia Experiment’, nel 1978, (in realtà ce n’era stato un altro, più romanzato, dal titolo ‘Thin Air’ scritto da George E. Simpson and Neil R. Burger, ignoti, è ormai uscito dal catalogo), chw ebbe molto successo e vendette oltre 10 milioni di copie fino ad oggi. Può ancora essere trovato. MOore nelle sue ricerche non ha mai saputo la data esatta dell’ultimo esperimento, e non ha mai saputo del ‘Phoenix Project’ o dell’aggancio dei due esperimenti, o della vera natura del fallimento dell’esperimento. Invervistò Von Neumann e nel libro lo chiamò con uno pseudonimo Dr. Reinhardt. Strano, ma nel libro precedente,
‘Thin Air’ gli autori avevano intervistato un tale chiamato proprio dr. Reinhardt! Due personaggi nello stesso uomo: il dr. Von Neumann. Oggi è ancora vivo e vegeto. La marina ed i documenti governativi dicono che morì di cancro nel 1957. Bene, se aveva un cancro, hanno trovato il modo per curarlo. Avevano bisogno di lui. Lo tennero nel progetto. Lui rimase a capo del ‘Phoenix Project’ fino al 1977, quando sviluppò una personalità divisa, che peggiorava col tempo. Poi dette le dimissioni, e il dr. Herman C. Untermann dalla Germania prese il suo posto. Lui divenne consulente. Non è morto, è ancora vivo, ma è diviso nella sua identità e si fa chiamare mr. Howard E. Decker, molto noto a New York come fornitore di oggetti elettronici. Bielek passò ore a parlare con Howard Decker, quindi sa che era vivo nel novembre 1989. E le foto che mostrò alla conferenza furono scattate in quella data a casa sua, tenuta malissimo, perché da tempo la moglie era morta.

Il fratello di Al Bielek rinacque. Ad Al fu fatto il lavaggio del cervello e divenne Alfred Bielek, con una nuova identità, nuovi genitori, un falso
certificato di nascita, ed una storia di copertura perfetta, e con memorie, che possono essere vere o non del tutto vere, ma pur sempre presenti ed
indottrinate.

- Non avevo la più pallida idea di esser stato coinvolto nell’esperimento Philadelphia – disse Al Bielek – né nel Phoenix Project. - Poi divenne
cosciente di tutto questo perché gli capitò di vistare Long Island. Andò al sito di Montauk con alcuni amici. E le memorie gli tornarono in mente. E
ricordò. Nel 1988 ricordò gli inizi dell’esperimento Philadelphia. Il fratello ora ricorda. E ciò costò le loro memorie, i loro ricordi. Una terribile perdita. Pezzi di ricordi arrivavano in certi momenti. Ma la personalità di base rimane quella di Al Bielek con le memorie di Edward A. Cameron. Non ricorda molto bene gli anni che vanno dal 1943 al 1947. Ricorda solo che nel 1947 lo liquidarono. Ecco comunque per sommi capi cosa accadde.L’altro aneddoto interessante che William Moore scoprì nelle sue ricerche è il seguente. Lui era ufologo. Alla fine del dicembre 1975 e gli inizi del gennaio 1976, andò a visitare una famiglia in Canada la quale, il 12 settembre, ebbe un incontro nella provincia di Ontario con un UFO. Un contadino guidava verso casa nottetempo nel suo camion quando all’improvviso vide un UFO parcheggiato sulla strada, spento, vuoto. Arrotò quasi un Ufonauta che stava proprio nel mezzo della strada, non molto alto con indosso una tuta d’argento, il quale saltò la palizzata e scappò come se niente fosse stato. Stando a quanto sostiene Moore, ciò era accaduto il 12 dicembre. Quella famiglia quindi, dopo aver ricevuto pressioni dai vicini perché c’erano stati diversi avvistamenti nella zona, tentava disperatamente di tenere la cosa segreta. Fu visitata da tre ufficiali di alto livello, uno del Servizio Armato Canadese, rappresentante della provincia di Ottawa, un altro dell’Air Force Generale del Pentagono e l’altro ancora della marina.
Si erano scusati, ma dissero che quello che era accaduto non era nella norma, e permisero loro di fare tutte le domande che volevano, cosa insolita
per il governo. Dopo due ore di domande e risposte, l’ufficiale della marina se ne venne fuori con un interessante commento: - O, avemmo contatti con gli alieni nel lontano 1943. E fu per via di un esperimento che la marina stava facendo al tempo sull’invisibilità! -

______________


Integrazione dati su Ed Cameron/Al Bielek


Edward Cameron nacque nel 1916. Al Bielek è l’essenza regressa di Ed Cameron, la sua nuova identità dopo il lavaggio del cervello seguito al suo
coinvolgimento attivo nel Philadelphia Experiment.

Data di nascita di Al Bielek. Il suo primo ricordo era un Natale, quando aveva un anno e capiva tutto quello che dicevano gli adulti!

1927

12 agosto 1943 – Data di inizio ufficiale del Philadelphia Experiment.
Quando Ed Cameron/Al Bielek e suo fratello Duncan saltarono giù dalla ‘Eldridge’ si trovarono catapultati nel 2137.

1953. Finisce l’esperienza lineare di Edward Cameron. Sapeva troppe cose ed irritò il dr. Edward Teller. Fu cacciato dal progetto Bomba A e fu deciso di eliminare la sua esistenza come Edward Cameron. Gli fu fatto il lavaggio del cervello, gli fu data una nuova identità, e si chiamò Alfred Bielek. Fu
regredito all’anno 1927 nella sua memoria.

I fratelli Cameron, Edward e Duncan, si ritrovarono a Montauk, Long Island, catapultati violentemente a 40 anni dopo, nel 1983, per cui, dopo aver passato sei settimane nel 2137. Il Dr. John von Neumann, capo del PX, li andò a salutare e li supplicò di tornare velocemente al 1943 per spegnere i generatori di energia e distruggerli e di chiudere definitivamente con il Philadelphia Experiment.

Al viene chiamato per lavorare a Montauk in guisa di normale lavoratore, come esperto elettronico, ma lavora in stato alterato. Era un manager del
programma Montauk Boys, aveva partecipato ad esperimenti di controllo mentale, ed attivamente in progetti di viaggi nel tempo. Nel 1988, le sue
memorie tornarono e lui fu portato a credere di non essere stato più chiamato per quell’esperimento a Montauk.

Oggi Al Bielek fa un sacco di conferenze sul suo coinvolgimento del Montauk Project e nel PX. Ha partecipato a più di 50 programmi radiofonici, ed ha presenziato a più di 40 conferenze nel 2000.

Dopo che Al e Duncan erano saltati fuori dalla ‘Eldridge’, nel 1943, si ritrovarono nell’anno 2137. Furono ricoverati per 6 settimane in un ospedale per ustioni da radiazioni per essere stati nell’iperspazio.

Quando furono dimessi, Ed fu catapultato, non si sa come, nel 2749, poi tornò al 2137 per prendere il fratello, ed insieme andarono al 1983.

Dal 2137 Ed Cameron viaggiò da solo verso il 2749 per due anni. Ricorda di aver visto città fluttuanti costruite con tecnologia che si basava sull’anti-gravità ed una società gestita da cervelli elettronici. I loro
programmatori erano chiamati WingMakers, che lui incontrò e gli spiegarono il loro programma. Dopo due anni, Ed tornò al 2137. Il resto è meglio
leggerselo nel libro di cui lui è coautore assieme a Brad Steiger: ‘The Philadelphia Experiment and other UFO conspiracies’

 

Sito web gratis da Beepworld
 
L'autore di questa pagina è responsabile per il contenuto in modo esclusivo!
Per contattarlo utilizza questo form!